| Racconto 1 - Il Signore degli anelli (del cesso)
Protagonisti: Fede, Forna, Hugo, Pietro Correva uno degli ultimi pomeriggi della primavera del 2003, il caldo era insopportabile e 4 ragazzi della “Environmental Toxicology University of Lodi” non sapevano ancora che sarebbero diventati degli eroi…….. I loro nomi forse ora non vi diranno niente, ma è giusto perlomeno per il loro operato menzionarli : Fede : il possessore dell’anello, e il padrone della casa Faccio: colui che commise il sacrilegio, ma pur sempre ottimo e valoroso gigante guerriero Forna : l’animatore del gruppo,trova sempre la battuta giusta nel momento sbagliato Hugo : il saggio, lo stregone, ha combattuto fino alla fine contro il cesso, mettendo a repentaglio la sua vita e quella degli altri ma alla fine……. Ma ora è meglio raccontare la storia... I 4 ragazzi dopo un estenuante lezione di non so più che cosa,
piuttosto che andare a casa a studiare, come forse avrebbero fatto meglio a
fare, decisero di andare al castello di Fede, ad allenarsi alle tecniche di
guerra con la Playstation. Logicamente non c’è guerra senza birra, quindi Fede andò a
casa in bici ad arieggiare il locale,e gli altri 3 fecero tappa ai supermercati
LIDL per acquistare la solita confezione da 1000 lattine di nettare biondo ,
naturalmente dopo aver aspettato l’apertura dell’esercizio nel parcheggio
con 40 gradi all’ombra, testando l’effettiva calura riversando acqua
sugli autobloccanti (bolognini del parcheggio del quale solo Hugo conosceva il
nome), e misurando il tempo di evaporazione. Per fortuna il supermercato era vicino al castello di Fede e i
nostri baldi eroi sfidando come al solito le forze dell’ordine
, con la Skoda
piena di alcol, raggiunsero il loro amico. Dopo che Faccio fece parcheggio in freno a mano, arrivò il
primo ostacolo,la rampa di scale: i 3 erano consci che per sopravvivere allo
sbalzo di temperatura avrebbero dovuto fare decompressione, ma la voglia di
raggiungere il “fresco”
dell’ ultimo piano li fece saltare questa noiosa
ma importante operazione, ma i risultati si videro presto…. Non appena Fede apri la porta del castello, Faccio colto da
pazzia si era già avventato sul freezer dove sapeva che sicuramente avrebbe
trovato birra gelida, ma presto anche Hugo e Forna dopo aver sistemato la cassa
di alcol al sicuro seguirono il più alto dei loro amici. Le partita a TEKEN e a BEISBOL come ama definirle Fede si
sprecavano, ma anche la birra, soprattutto per Faccio che non aveva mai la lattina
piena, a loro difesa c’era che il termostato dell’ ambiente segnava solo
32,5 °C( era solo maggio ). Faccio non aveva solo sete, era strano,sembrava quasi non
reggere l’alcol,non era da lui, ma un motivo c’era, e veniva dal bagno….. “Ragazzi andate avanti voi, vado un attimo in bagno!”
sentenziò, e nessuno ci fece caso se rimase un po’ troppo tempo in bagno,alto
era alto ,bevuto aveva bevuto,la vescica l’ha il doppio del normale,gli amici
pensarono fosse fisiologico. Dopo dieci minuti uscì dal cesso con un volto
visibilmente imbarazzato,”Fede c’è un problema,ehhhh…. Sai il water,e
niente stavo facendo pipì ehhhhh…. Si è rotta l’asse!!!” Fede,con il viso di uno che gli hanno rubato la macchina:”come
rotto,come hai fatto, non pigliare per il culo,ma vaffanculo!!!” In effetti nessuno voleva credere che Faccio fosse talmente
stremato da fare la pipì da amazzone(no,forse loro per temperamento la facevano
in piedi!!va be!!), e si pensò piuttosto ad un parto fecale particolarmente
duro,e che aveva messo in crisi la ceramica plasticata dell’anello del cesso. I giochi continuarono,pensando che intanto per cambiare il
pezzo,e non fare accorgere Erano le 17:30 ed i 4 decisero che era ora di mettersi alla
ricerca della tanto agognata asse del cesso,e trovato un indirizzo quasi per
caso partirono verso la “Lodigiana sanitari”, con la loro bella asse in
macchina, ma senza avere preso le misure degli agganci, come Hugo aveva più
volte sottolineato perché essenziali per l’acquisto. In coda e ai semafori l’asse veniva esposta agli altri automobilisti come un trofeo,sperando forse che in questo modo si abbassasse l’imbarazzo per lo strano acquisto, ed intanto si inventavano discorsi per intortare il negoziante,ma soprattutto si sprecavano le conte per decidere chi avesse dovuto tenere in mano l’oggetto incriminato nel negozio!!!
Arrivati nel parcheggio si accorsero che in realtà il negozio
era un punto di incontro di tutti gli idraulici del lodigiano, e che quindi
passare inosservati sarebbe stato ancora più difficile,ma Faccio disse” sa
dai lo tengo io che problema c’è,che merde che siete!!”. Entrarono nell’ esercizio tra l’altro in ristrutturazione,e
si videro catapultati in un supermercato dell’idraulica,con tanto di casse,
carrelli ma soprattutto di numerini per essere serviti. A dire la verità il numero prelevato non era tanto distante da
quello corrente ma furono momenti interminabili;Faccio era anestetizzato
dall’alcol,Forna pensava all’esame che avrebbe dovuto svolgere pochi giorni
dopo,Fede pensava alle menate che Nadia gli avrebbe fatto se l’indomani,
durante la minzione avesse avvertito freddo alle natiche,e Hugo? Hugo continuava a ripetersi che avrebbe dovuto prendere le
misure degli agganci,la marca del cesso,ma soprattutto cercava di tenere su il morale
della truppa,sdrammatizzando la situazione. In effetti i 4,che puzzavano di alcol,che erano puliti,e che
avevano l’arie di quelli che non fanno un cazzo,come potevano apparire a dei
lavoratori alle 18:00,magari dopo una giornata estenuante di sgobbo? Lascio a voi immaginare,ma sicuramente non bene….. Venne il loro turno, e Faccio votato all’unanimità si rivolse
al commesso: “buona sera,scusi avete delle assi per il water,come
questa?” Il commesso con una faccia da stronzo, e senza pietà verso dei
ragazzi che per la loro prima volta si trovavano in quelle condizioni esclamo
con fare saccente: “di che marca è, è universale,non c’è l’ho,venite di
la,tanto non va bene,no perché noi abbiamo solo le migliori marche, Richard Ginori,
Gilda….” Era inutile che facesse lo spandimerda perché non li avrebbe
imbambolati,ma poi risuonò:”e le misure degli agganci ce le avete?altrimenti
non posso darvi nulla,ah è vero,se poi troviamo qualcosa,se la insellate,non
portatemela in dietro che non ve la cambio!!!” Hugo,che mandò affanculo con gli occhi Fede,per non avergli
permesso di effettuare le misure metriche,si rivolse con molta gentilezza e
stile al commesso dicendo: “scusi ma se è universale la tavola,non si può paragonare la
distanza dei ganci sovrapponendola con quella di un altra marca,o al massimo ci
sarebbero dei problemi a tornare con le misure?” Alla fine molto scortesemente il venditore mostrò la mercanzia,
che naturalmente non andava bene e congedò i ragazzi in modo freddo,ma forse
colto da un attimo di bontà,dovuto magari alle esalazioni alcoliche emanate dai
nostri eroi,li segnalò il nome di un altro negozio,il “termoclima”.
I ragazzi,fiduciosi, risalirono in macchina e si diressero verso
questo nuovo luogo ameno,che non era neanche tanto distante dal luogo dove si
trovavano,naturalmente esponendo sempre il trofeo agli allibiti automobilisti. Forna da scorse in lontananza un indicazione,che recava un nome
simile a quello segnalato dal malefico commesso ,e la nostra compagnia,che aveva
già dimenticato il nome dell’altro negozio seguì quella strada. Effettivamente erano confortati da un viavai continuo di
camioncini di idraulici,e quindi gioirono alla vista del insegna con un
collettivo :”grande, l’abbiamo trovato!!!”. I dubbi sorsero quando Hugo,sbirciando nella vetrina vide
esposti solo climatizzatori e caldaie,e comunicandolo alla compagnia li gettò
sconforto. “Be, proviamo a chiedere a qualcuno degli idraulici qua
fuori” esclamò con fare sicuro Hugo, rivolgendosi a Faccio,al volante della
Skoda ; allorché il gigante buono chiese ad un indigeno dal viso bonario
:”scusa,sai se qui vendonoooo,vedi dietro il…la.. le assi per il water?”
“no,no qua proprio no!” rispose l’idraulico “provate
alla termoclima,li sicuramente la trovate”,ed esaminando più accuratamente la
tavola,confermando che era una universale,spiegò a Faccia la strada migliore
per raggiungere la nuova bottega. Per fortuna anche questa non era tanto distante,e come indicato
dall’amico,appena arrivarono al semaforo,imboccarono una strada sterrata che
li porto davanti al cortile della tanta ricercata “Termoclima” . Nel frattempo, la strada dissestata aveva stimolato in Faccio la
voglia di rally,tanto da fargli fare tutte le curve a gomito in freno a mano,con
estrema gioia di Hugo e Forna che rimasero incollati ai sedili posteriori del
veicolo e ai maniglioni delle portiere. “ Oh,finalmente arrivati!!”, esclamò Forna, come se i 4
fossero in macchina da una vita,ed Hugo preso con forza l’anello dal sedile
posteriore si diresse verso l’entrata del negozio,seguito dall’allegra
compagnia,che ormai aveva smaltito i postumi dell’alcol. “Buonasera, posso rivolgermi a te?”disse Hugo ad un ragazzo
preso a lavorare sul computer. “Certo,dimmi!”rispose il commesso. “Per una serie di motivi,che ora non ti sto a spiegare,si è
rotto l’anello del water; non è che hai delle assi di ricambio?
“Fammi vedere, innanzitutto è universale.Se vuoi ho
quelle di legno,però in questo caso è meglio sapere la distanza degli
agganci?” disse il ragazzo. E Faccio prese la parola:”scusa quanto costa quella in
legno?” “Mi sembra 25€,ma se volete spendere di meno, andate al
Mercatone 1. Li sicuramente trovate quelle universali che sono più
economiche!”. Dopo quella affermazione, Faccio cercò assenso negli occhi
prima di Hugo,poi di Fede,poi nel portafoglio e disse :”cosa pensi Hugo?”. “Ma si può anche fare.Magari è meglio seguire il consiglio e
vedere al Mercatone 1,altrimenti rischiamo che questa non vada bene,non avendo a
disposizione le misure!” Capito dagli occhi del gigante che era troppo cara,il saggio
spiegò al commesso che avrebbero fatto un salto al magazzino sopraccitato,e al
massimo se non avessero trovato niente di soddisfacente sarebbero tornati per
l’acquisto. Ringraziato il proprietario della bottega,che era stato molto
disponibile con loro, risalirono in macchina, e si diressero verso il Mercatone
1,considerando che ormai erano quasi le 18:30. Quei pochi Km di tangenziale sotto il sole,frenati dalla solita
coda sembravano interminabili,ma finalmente arrivarono a destinazione in un
piazzale veramente scarno di veicoli,e fu ancora il gigante questa volta a
prendere in consegna l’anello,e dirigersi verso le porte a vetri
dell’ingresso,ma lo fece in modo talmente veloce da sgranare il gruppo. In testa come dicevo c’era Faccio,seguito quasi a ruota da
Hugo,mentre molto più distanziati c’erano Forna e Fede,che forse perché un
po’ imbarazzati,ci tenevano a tenere le distanze dall’asse, ma soprattutto da chi
la portava come fosse un premio in un supermercato. Faccio si rivolse a due commesse(quelle della fiction!) dicendo
ad alta voce:”dove posso trovare le assi per il water?” Le ragazze spiazzate dalla singolare richiesta,ci mostrarono la
strada,per poi cadere in una sonora risata che comunque non infastidì i
nostri badi eroi. Che bello, finalmente i 4 si trovavano davanti ad una enorme
distesa di assi del cesso,di tutti i colori e prezzi,pronte per essere adottate
dal water di Fede. Sembravano degli esperti del settore,non perchè ogni mattina si
trovano ad posare i loro posteriori sul gabinetto, ma perché prendevano
misure,testavano i materiali,comparavano gli agganci etc…etc…ma per essere
ancora più sicuri chiesero aiuto ad un commesso,che chiamato da Faccio,e
messosi a discutere per l’opzione migliore con Hugo,indicò ai ragazzi quali
modelli potevano scelti in sicurezza. Hugo mise subito gli occhi su un asse blu elettrica, che avrebbe
sicuramente dato quel tocco in più di modernità al bagno Argentati,ma alla
fine forse per scherzo,forse per rischiare pochi €,ma soprattutto perché ai ragazzi
non fregava un cazzo,venne presa un asse universale del valore di poco superiore
ai 3.00€. A questo punto gli anelli in mano alla compagnia erano 2,come
era doppia la loro soddisfazione di aver finalmente trovato qualcosa che
coprisse questo benedetto water. Faccio nel frattempo,prima di dirigersi alle casse,pensò
bene,innalzandosi sopra uno scaffale di segnalare alle commesse
l’acquisto,le quali caddero ancora in una risata,ma salutarono con aria
felice i nostri amici,chissà come mai!?! Effettivamente erano belli,sorridenti,fieri,e quelle assi
portate in trionfo non facevano altro che aumentare il loro fascino e la
simpatie nei confronti dei clienti e del personale. Superata la cassa,e rientrati in macchina raggiunsero la casa di
Fede,coinvolti che i un quarto d’ora si sarebbero sbrigati nel montare
l’asse nuova,ma un destino sempre più beffardo gli stava preparando un altro
ostacolo. Arrivati da Fede,neanche la rampa di scale a temperatura
crescente faceva più paura, ed aperta la porta dell’appartamento,si autopremiarono con un
sorso di birra a testa,perché in quel momento le menti dovevano essere lucide
per il lavoro,ma soprattutto perché la temperatura stava già facendo pezzare
parecchio. La compagnia si chiuse in bagno(stavano solo facendo il loro
lavoro,nulla di compromettente!),ed armeggiando con una pinza mezza scassata
incominciarono a smontare gli agganci. Subito Hugo si mise subito in evidenza per come sapeva
destreggiarsi con quei rudimentali strumenti di lavoro,e quindi si mise a
lottare a muso duro,nel senso che aveva la testa nel water pur di riuscire a
smontare gli agganci. “Non mollare!”esclamavano gli altri 3 amici,che ad ogni modo
in quel momento non facevano che sottrarre ossigeno al lavoratore ed ad
aumentare il caldo di quella stanza. “vi ho mai raccontato di quell’idea di lavarmi i capelli
mentre tiro lo sciacquone?”sussurrò Hugo,non perché fosse impazzito,ma si
sa, i saggi spesso devono anche astrarre.
Dopo quell’affermazione si tolse la polo bianca,per paura più
che altro di vantaggiarla,ma anche perché si stava infradiciando di sudore ed
urlò a Fede che stava nell’altra stanza:”non fa niente se rompo i…” Non fece in tempo a finire la frase che il padrone di casa si
era già scaraventato nel cesso a fermarlo, e con due occhi da assassino:”cazzo
fai!!” “gli agganci quelli vecchi,ecco cosa rompo,sarò mica talmente
pirla da romperti il cesso,o no ….pirla!” Dopo questo scambio di complimenti,finalmente si riuscì grazie
alla forza bruta di Faccio a rompere i pazzi vecchi,e a montare l’asse nuova. Anzi costava talmente poco,che nella confezione non c’erano
neanche i gommimi anti scivolo,che con arguzia del saggio ed un po’ si
silicone furono attaccati alla nuova asse. Il primo test di verifica fece subito notare che la tavola era
un po’ abbondante,ma che tutto sommato reggeva bene il peso di Federico,e
quindi anche quello delle sue coinquiline . Erano le 20:00, e Faccio,Forna ed Hugo lasciarono Fede,con la
promessa che non appena avesse “testato” il nuovo water,avrebbe diramato un
bollettino notizie tramite sms. La sfiga volle, che le coinquiline non si presentarono per
parecchi giorni, ma soprattutto che il padrone di casa rimase colpito da stitichezza
per qualche giorno,forse perché non voleva rovinare un così costoso regalo
fatto da un amico.
La storia è finita,non vissero tutti felici e contenti come
nelle favole, ma da quella esperienza impararono molte cose, che ora a me
narratore stanco non va di dire. La loro vita continuò sempre assieme,nel ricordo di
quell’anello che tanto li aveva legati. Ad ogni modo mi rivolgo a tutti coloro che siederanno sul
“trono” della casa di Fede,per fare pipì,pupù,sboccare o altro,ricordatevi
che se c’è di chi ha lavorato per farvi stare comodi, ma soprattutto che la
compagnia dell’anello cesso sarà sempre a vostra disposizione. FACCIO: continuò la sua vita da guerriero, intraprendente e valoroso, ma si propose di non sedersi mai più sul cesso di Fede FORNA: tutto bene andò avanti sostenere che il ragù è senza
pomodoro FEDE: testò per più volte l’anello,portando delle migliorie,
e si specializzo in sistemi di sicurezza per latrine HUGO:dopo il “culo” dai suo genitori per averci messo 5 ore
per cambiare un asse del cesso
,tornò a studiare per continuare la sua corsa
verso la conoscenza assoluta…… Ah! Dimenticavo... perse anche parecchie ore per divulgare questa
storia,ma almeno riprese confidenza con word.
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