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Racconto 8: Vacanze Romane 2001 (collegato al racconto 2)
Protagonisti: Achille, Francesco, Giorgio e Valerio
Correva l'anno 2001 e per l'estate avevamo deciso di andare a Roma. Non era una vacanza qualsiasi, avevamo deciso di fare una settimana di volontariato con la Caritas. Il volontariato consisteva di portare assistenza ai senzatetto della città, sia in strada, sia presso i vari centri di assistenza sparsi per la città, in primis quello di via Marsala, dietro la stazione Termini. I nostri compagni di viaggio erano Cristiano (capogruppo e organizzatore), Francesca (che abbiamo conosciuto per l'occasione... avrà maledetto quel giorno...), Massimo e Andrea (due ragazzi di Casalmaggiore) e due allegre e giovani coppiette settantenni di Cremona. Partenza prevista per la domenica mattina (ore 4) della seconda settimana di agosto. Noi 4 partiamo da Agnadello con il mitico Ducato dell'oratorio, tappezzato di bandiere dei pirati per l'occasione... Incontriamo Cristiano, Francesca e le coppiette a Cremona e poi via verso l'autostrada, raccogliendo Massimo e Andrea sulla strada. Il viaggio di andata è andato tutto liscio e appena arrivati all'oratorio san Giustino di Roma (zona Centocelle e che era la nostra base), Achille si è fatto subito fregare davanti alla chiesa dalla vendita di un libretto...
La prima giornata era in pratica libera e ci siamo organizzati per gli "alloggi". L'oratorio in quel periodo era chiuso ed eravamo gli unici inquilini. Le nostre stanze erano gli spogliatoi dei campi di calcetto, con bagni annessi. Ovviamente si dormiva per terra o su materassini/ brande. Dopo una buona pizzata tutti insieme come cena e ottima occasione per fare conoscenza, ci siamo diretti nelle nostre suite. Però, come si poteva dormire in uno spogliatoio nel pieno estate? Allora tutti fuori nel cortine con materassini, brande, lenzuola e pigiami a dormire sotto le stelle del cielo romano! L'unico problema erano i materassini di fornitura Achille... erano quelli gonfiabili fatti tipo trapunta; forse il basso budget ha costretto il nostro fornitore ad acquistarne alcuni di bassa fattura, fattostà che mentre dormivi si rompevano le giunte tra i due lati e ti ritrovavi con delle gnocche sotto la schiena che ti schiacciavano i reni e polmoni... se non altro potevamo raccontare che abbiamo dormito con delle gnocche tutta settimana... E fu sera e fu mattina e il lunedì arrivò. Primo giorno di lavoro, primo impatto verso un nuovo mondo, un mondo davvero difficile che ti apre davvero gli occhi.
Lavoravamo mezza giornata e l'altra l'avevamo libera per cazzeggiare, visitare, riposare. Eravamo divisi in gruppi o coppie. Solitamente eravamo io e Giorgio, Achille e Valerio e poi gli altri. La maggior parte delle volte però eravamo noi 4 e Francesca insieme. Le avevamo provate un po' tutte: dalla mensa dei poveri, all'assistenza dei "nonni", consegne a domicilio di viveri, assistenza negli uffici, aiuto sulla strada e via dicendo, il tutto sotto il caldo sole romano. Abbiamo visto risse per un pezzo di pane e motivi davvero stupidi, abbiamo visto realtà famigliari davvero difficili dove non si parla solo di non riuscire ad arrivare a fine mese perchè nemmeno si riesce ad iniziare, abbiamo sentito racconti di "nonni" della strada che davvero ti lasciano a bocca aperta, storie di ragazze con figli senza un tetto...
Però non c'era solo il lavoro, c'era anche un po' di divertimento insieme. Una delle serate più belle è stata alla Parolaccia, caratteristico ristorante romano in Trastevere. Già il nome dice tutto... che potevamo non andarci?! Prenotiamo. Achille telefona: volevamo prenotare per mercoledì sera 5 posti... bla bla... la signora quasi gentilmente ci conferma... Achille saluta... la signora manda gentilmente affanculo... a posto. Una cosa da sapere se volete andarci è che si inizia a mangiare alle 20e30, non ritardate, ve lo consigliamo vivamente. Il nostro benvenuto è stato: So arrivati li 4 froci con 'na mignotta! La serata è stata una spettacolo tutta sera, dal semplice servire a tavola, al chiedere una bottiglia, all'intrattenimento di Pasquale con canti popolari, storielle, interviste a noi seduti e all'accoglimento di gente che non aveva prenotato. Entrano due ragazze per chiedere se c'era posto e il cameriere gentilmente aveva risposto che di zoccole erano già pieni. Quello che ci ha fatto più pena è stato un ragazzo peruviano entrato per vendere le rose... insaccato come il salame che avevamo appena mangiato. Achille allora ordina una nuova bottiglia d'acqua, porgendo quella vuota al cameriere che gli domanda: "è vuota quella?" "SI" "allora mettitela nel culo!"
Arrivati al pranzo di giovedì c'eravamo ritrovati tutti presso l'oratorio e stavamo decidendo dove andare a magiare. Una delle signore ebbe un'idea: ragazzi finiamo i panini che ho, altrimenti vanno a male... Domanda? Da dove arrivano quei panini? Erano quelli preparati per il viaggio. Erano passati 5 giorni ed erano rimasti in borsa. I cagnotti che giravano tra il prosciutto e la mollica avevano imparato addirittura il romano!
Un pomeriggio avevamo affittato 5 bici per girare per la capitale. Pomeriggio spettacolare! Avevamo girato tutto il centro, dalla fontana di Trevi, Piazza di Spagna, Colosseo, Pantheon, ecc.. alla sera siamo rientrati a "casa" in bici e alla mattina al lavoro previa restituzione del mezzo. Un altro mezzo di trasporto a noi caro era il bus, ma non uno qualsiasi, il 12N, il pullman della morte. Alla sera eravamo soliti cenare nella pizzeria a fianco dell'oratorio, dall'egiziano. Si mangiava alla grande e non si spendeva un beep. Dopo aver riempito lo stomaco ci buttavamo nel centro di Roma con il mitico trenino della Casilina. Il ritorno però metro, tram chiudevano (tornavamo tardino) e i bus erano ridotti. L'unico che ci portava a casa era appunto il 12N che partiva da Termini. Roma è su 7 colli e le strade non sono proprio delle migliori e un pullman snodato non può farle a 90 km/h anche se sono le 2 di notte...
Nel 2001 fu l'anno che la Roma vinse lo scudetto dopo 18 anni di siccità. Beh, non era la stessa Roma di sempre. Bandiere ovunque, pazzi per la città, una 500 pitturata giallo/rosso... insomma, si respirava un'altra aria, una città speciale ancora più speciale non per il calcio ma per lo spirito che c'era. Speciale come la nostra vacanza, dove il peso e le responsabilità del volontariato non hanno soffocato la voglia di stare insieme e divertirsi, di conoscere persone nuove e speciali che con loro hanno inciso questo ricordo nella nostra memoria per sempre. |